Biografia
Sal Messina
18 poesie pubblicate
UNO SGUARDO ALL’ARTE
FUNZIONE SOCIALE DELL’ARTE NELL'OPERA DI SAL MESSIMA
Quando ho visitato il sito di Sal Messina, mi è parso che si fosse tornati all’arte informale,
a quella che sostituì l’arte della Scuola Romana, fondata da Scipione, Mafai e
Antonietta Alberti. Ho esaminato i quadri esposti in rete al microscopio. Provocando
la mia intelligenza e mettendo a dura prova la mia memoria. Come spesso mi accade
ho avuto degli scatti improvvisi di rimprovero per me ed ho alzato la voce, e meno male
che ero solo in casa, altrimenti i miei familiari si sarebbero spaventati; sembravo un
folle che parlava a se stesso con accento teso, acuto, e gestiva con le mani, tremando,
in preda ad un'agitazione, ad un'irritazione incontenibili. Sono rimasto per qualche attimo
con gli occhi fissi sullo schermo del computer a parlare con lui; infine sono ritornato
in me e trionfante ho trovato il bandolo dell’argomento. Allora ho trovato anche il
tema: l’Arte di Sal Messina è creata sia in poesia, sia in pittura, sia in fotografia come
funzione sociale.
«Il ricordo di te
è inciso nel cuore
Bello o brutto che sia
Stella che brilli alle stelle
Nei tramonti del tempo
Nello spazio infinito
Credimi amore...
Sarai custodita in eterno»
La sua formazione culturale è avvenuta in Alto Adige, tra un attentato dinamitardo
e un inseguimento sulla neve delle Dolomiti, quando era carabiniere, di sospetti terroristi
che avrebbero potuto minare i nostri confini. E si è sviluppata quando ha visto uccidere,
in varie occasioni, Carabinieri, Alpini, Finanzieri e tanti, tanti feriti gravi.
L’intera formazione artistica, direi, è nata e si è sviluppata mentre controllava i confini
con l’Austria. I ghiacciai e le alte vette erano il suo credo quotidiano; dormendo nei
sacchi a pelo, sotto l'acqua, la neve e il gelo. E forse pensava all’arte mentre a pochi
centimetri gli fischiavano i proiettili e doveva cercare di rimanere incolume.
«Fredde mura di pietra
piangono al buio
lacrime di sangue.
Sinfonia amara
che cresce
alla deriva
e muore...
al primo sole».
Reno Bromuro. Poeta - Scrittore - Critico letterario- Regista.
