Tacitiana XLVI Il sorriso
Ti vidi anzi ti rividi E tu elegiaca luna sbaluginasti fiera nel mio ciglio di mare Poco
Poesie con accompagnamento audio, musica o video.
Ti vidi anzi ti rividi E tu elegiaca luna sbaluginasti fiera nel mio ciglio di mare Poco
Arido d’amore più non amo Perché io amo l’adamantino senza il quale il lento
Vorrei essere luna per illuminarti d’un sorriso Mutando in brillanti stelle quell’intima
Sognante osservo il cielo e immaginando la medesima luna nei tuoi occhi di sole attendo
Vedendoti ansare nel pianto ti beneficai del mio sorriso migliore Te n’andasti ilare e
Il sapore di quel bacio che più non osa giunge sordo al cuore che ritmando l’eco dei tuoi passi
L’amico è foglia che fidente accondiscende all’altrui refolo seguendone l’alito Certo che
Livido in volto ambisco al calore di mani che lambiscono gesta di ieri esigue di protesa verso
E’ quando l’errata scelta di ieri divenuta inganno di oggi suggerisce la fatica del domani che me
Vacuo il sapore di te stempera nel tempo mancato come acquerello alla guazza imbibendo di
Il negletto di noi null’altro è che caduca sospensione nel verno dell’antesi dell’aulente
"io t’amo" mi hai detto strappandomi a morsi il cuore dal petto Ora nel mio vuoto nulla
Spergiurasti amore e nel mio talamo t’accolsi con ardore Sazio dileguasti nel
Non amarmi del sordo inciso della carne all’osso Astraendomi dal cieco pedissequo Ma
Le mie mani di sabbia inabili alla presa imbibite nella rugiada del dolore fondono nel tuo
Nel romitaggio dell’anima devota concupisco l’affastellamento dell’orme dei gemini
Il disprezzo che mi osi riflette il tuo fallimento su di uno stantio stagno ove gracidano
M’hai detto fidati esortandomi a saltare quel fosso Ora dal fondo della gora dolente odo lo
M’hai tanto amato fermando l’attimo di noi nel tempo svagato E ora che di te mi sono
Dei tanti pertugi emanati dal vivere ho fatto ammenda arginandoli Resta l’angoscia a coartare