Attraverso
Mi hai nutrito, come quel raggio sbieco, filtrato tra le nubi, fa scintillare argentei i tetti dell'Istanbul
Mi hai nutrito, come quel raggio sbieco, filtrato tra le nubi, fa scintillare argentei i tetti dell'Istanbul
Vorrei credere e non so ancora scegliere- tra un mondo di Shakespeare o di soma. * L'essenza a volte sembra
In occhi stanchi di pendolare, frammenti confusi d'uomo- ospite indiscreto d'un corpo, in attesa altrove.
E' nel vuoto di una scultura, tra forma e anima metallica, che si rannicchia la mia incapacità di
Sospesa, nelle mani del vento, soffione che ondeggia- ricordo di petali gialli, bianco d'attesa.
E' la mia essenza e la mia assenza quella scia di invisibili fili intricati, che dissonanti oscillano al tempo di una
Sono qui- diversa, come sempre. Nelle trame delle mie vesti ho tagliato i fili fuori posto ed ora non ho casa. Sono io- …
Vorrei sfrondare a volte pensieri e lasciarli seccare, mentre rami forti, leggeri, ricrescono.
Temo di vedermi solo un ripetersi di schegge uguali a scale diverse, come frattale.
Si schiude la folla in io come fiori di campo. Ogni distanza è un abisso.
Consumo parole a districare pensieri, usurati dal tempo.
Desidero a volte strapparmi di dosso la pelle e restare nuda e respirare a fondo; ma ho paura e tengo per me la vulnerab…
Cerco cerco cerco disperatamente. Lotto con la grinta di chi vuol vendere cara la pelle, con la malinconia di
Ho paura che se mi aprissi mi riverserei impetuosa su di te, trovandoti impreparato. E annegheresti.
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