Eccolo arriva
Lo sguardo rilucente perdutamente fisso l'illusione delle lettere che danzano volteggiando debole fiato in questa stanza…
Terracciano Rita, nata a Marino provincia di Roma il 12 giugno del 1997, studentessa di 17 anni, frequenta il liceo artistico Paolo Mercuri di Marino, amante delle arti classiche; la letteratura,in particolare ama Dostoevskij,Hesse,Nietzsche e Sant'Agostino. In lei c'è anche un forte interesse per la filosofia classica e lo studio della storia dell'arte. Crea sculture in argilla,dipinge, realizza molti disegni e bozzetti allo scopo di studiare e indagare il mondo che la circonda. Fa volontariato su molti fronti, ama i poveri, si interessa dei bambini. Grande sognatrice, suona la chitarra e ama tutto ciò che è arte e espressione dell'uomo, inizia da bambina scrivendo filastrocche, crescendo scrive innumerevoli poesie di carattere filosofico-spirituale, ama anche la musica in particolare cantautori come Fabrizio De Andrè, Giorgio Gaber e Angelo Branduardi. Studiosa,pensatrice, è interessata anche allo studio della Sacra Scrittura, a cui dedica molto tempo,prende parte a varie lectio divinae, si interessa di interpretazioni rabbiniche e proverbi ebraici. Ama follemente i sonetti e le canzoni medioevali. Mi piace citare spesso una frase di Etty Hillesum che nel suo diario scrive: "In me non c'è un poeta, in me c'è un pezzetto di Dio che potrebbe farsi poeta".
Lo sguardo rilucente perdutamente fisso l'illusione delle lettere che danzano volteggiando debole fiato in questa stanza…
Cado nel tempo che non mi appartiene sono un albero privo di radici che cerca la maniera di ancorarsi nata nel passato m…
Ancora qui, al mio fianco ora come sempre Col tuo orologio grande sempre al polso mi spiegasti come non disperdere il te…
Quanto dolore, quanta sofferenza quanto crude quelle immagini, quanto piansi per quel macete Quanti sorrisi da chi
Professo' già ce manca la tua presenza non so se sta botta ce riuscimo a giustifica' st' assenza Tante cose m'hai…
La salsedine consuma... i ricordi sfumano come la schiuma delle chiare onde Quest' aria asciutta ti corrode
Era una serata molto calda non appena il grande astro decise di scomparire, in uno dei vicoli della capitale è
Gerusalemme mia amata mia unica patria io ti contemplo nel silenzio. Tu la meta da raggiungere tu immagine
Padre mio, ho veduto degli angeli scalzi ho chiesto di loro, io li vidi così: angeli fatti poveri per vocazione, …
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