E ti chiamavo amore
Ho attraversato la tua foto per giungere a te spaccando il vetro invisibile delle ore che ci separavano, col tuo
Ho attraversato la tua foto per giungere a te spaccando il vetro invisibile delle ore che ci separavano, col tuo
E' caduto su pietre il mio sguardo impastato a foglie gialle e piogge rare, e levitando sulla strada di sole con la paur…
T'amai per lungo tempo affogando disperso la mia testa e il vestito sotto la cupa pioggia, non seppi il vortice di
Ingenuita’ e trasparenza, le sue mani avide sui guanti dei diavoli circa fuori dalle allucinazioni dell’assenzio,
Buongiorno viola impazzita sotto il sole, ape sanguinante amore corpo assediato, cuore, labbra ferite da un impeto
Sei la goccia di rugiada vacillante che il sole ammira e forgia in brillante, sei quella luna che si adagia sul
Venimmo ad albe chiare dell’isola che serbi in cuore, ebbri del lontano mare giungere in sommità rocciose di colchici
Ora che non c’è più l’amore, il nostro amore non ci sono più amori nelle strade, solo vento nei cortili e
Hai profonde le radici in me come un salice che non ha tregue hai linfa e sussurrate preghiere, anche il tuo nome
...infatti che secolo è ancora il vostro l’avete visto, i suoi petali maleodoranti cadono, l’ingegno stenta,
Sole rosso mite di una rosa, sui bianchi muri ove si specchia languida sua ombra, e approda come la colomba il
Il mio nome è un altro, guardo il soffitto tappezzato di umidà, macchie di una malattia che fa sbandare i neuroni in
Era la mia alla tua vita legata. I nomi incisi su foglie di quercia radiose ai getti di sole, fra lo sviolinare di
La stradina è bianca, mi viene da ridere e rido tanto non c’è nessuno, guardo la mia cravatta pazza distratta a un
...Col gomito poggiato a un tavolo di briciole, il pugno della mano al volto ubriaco e il vestito logoro sembri quasi un
Ondedeggia su un fazzoletto Il tempo che è in ansia, Solstizio d’inverno, ho il bicchiere a terra e il
Siamo noi quei gabbiani che volano alti nella febbre di luce, e approdano vertiginosi tra le spume... Siamo noi un
Qualcuno sa svelarmi fina ove il mio destino mi conduca; se mi aggirerò solitario per entro le campagne
Neri occhi, sublime e magica la visione, quando ti guardo il tuo nudo corpo vola dentro e odora, le ali intagliate
Ai marginali confini pallidi e oppressi come papaveri spezzati al peso degli anfibi soldati grevi procedono, qualcuno
Vedo che controvetro mi guardi, io sto sotto e faccio per andare via, il sole è un muto cristallo mentre il sangue
Ho la forma di un vaso e pensieri obliqui che non sanno starci dentro, mi sento il cranio e una vena inquietudine
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