uno e settantotto
In una neve bianca la notte dal tuo mare mi desti alla terra ed essa m’accolse Una ridda di stelle mai ferme
In una neve bianca la notte dal tuo mare mi desti alla terra ed essa m’accolse Una ridda di stelle mai ferme
Al fiorir del giorno apri le tue mani come lo schiudersi di una rosa che accarezza i miei pensieri leggiadri di sonno
La fronda e la sua ombra Come pugnale plumbeo Frugavano le tue carni Ligio cedevi Alle sentine della tua mente Chino
insonne notte offuscata sibilo di vento fredde ossa vagabondano sentieri cosparsi di deserto Sono verme del mio
Intorbidisce degli inferi il sonno La memoria che la scure traccia
fra breve il taglio serale Tenderà il rossastro E lì aspetterò con fior di loto Ed il cuor che tuba ad assaporare L’ASTR…
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