Offrimi un perché
Offrimi un perché laddove la vita non conta i miei passi, scanditi da suoni interrotti e distratti per demolire i…
Roberto Massaro è il poeta della cronaca interiore. Le sue parole sono l’espressione cosciente e precisa di attimi trafitti, che nello “ieri” trovano l’origine e la causa di sè. La sua poesia è amara e morbida, aspra e melodica. E’ ossimoro di se stessa. “L’io che si Nasconde dietro l’io” si fa voce narrante: è il buio amato, talvolta amico, reso denso dalla coscienza che lotta per emergere dagli abissi del ricordo. La poesia, quindi, diviene per il Poeta un mezzo con il potere salvifico dell’espressione di sé, attraverso il quale è possibile volare e trasformarsi. L’io cosciente e la voce interiore si fondono in un tutto che è musica, e le parole sono l’attimo in cui queste possono esprimersi al di là delle strutture e delle regole. Attraverso l’anarchia poetica il disordine interno diviene ordine : è il bozzolo che si schiude e si tramuta in una farfalla preziosa,delicata, affamata. Ecco che la poesia è nutrimento di se stessa, ed in se stessa trova forza ed ardore. Il carattere ciclico del trascorrere del tempo scandisce le ore della poetica di Roberto Massaro, nel quale “L’ieri” è un posto doloroso e “il poi” il suo specchio, seppur velato dall’ignoto. La poesia è il ponte che separa e congiunge queste due realtà. E’ il tempo dell’attesa. La lettura dei componimenti di Roberto Massaro ci catapulta in un viaggio introspettivo, il cui cammino è rischiarato dalla luna: amica del buio, brilla del riflesso di un sole che raramente riesce a sorgere. A far da contrappunto alle malefatte dei ricordi, però, fa capolino la speranza. Talvolta la matassa si sbroglia in un attimo di luce: e lì l’attesa si fa feconda, come una madre da cui il Poeta succhia il latte della consapevolezza. E poi la casa del buio, appigionata dal dolore, di tanto in tanto si sgretola: al suo interno c’è l’odore di un futuro dal quale il lettore, spettatore e compagno di viaggio, si sente irrimediabilmente attratto. Roberto Massaro vive e lavora a Firenze. La sua raccolta d’esordio, “Perché il mare fa la nebbia siccome le farfalle non sanno nuotare sono tutte annegate”, esce nel 2008, ottenendo ottime recensioni e classificandosi finalista al ‘Premio letterario Giovane Holden' Dal 2010 pubblica buona parte della sua produzione poetica all’interno di varie antologie. Valeria Ulivi
Offrimi un perché laddove la vita non conta i miei passi, scanditi da suoni interrotti e distratti per demolire i…
Sei l'estuario dei miei pensieri il collante di ieri e domani rimani leggera di mani e copiosa di occhi ti trattengo: tr…
Nella casa umida dal buio concentrico, il buio, che ha infinite varianti e sfumature di se stesso, che mette a nudo la
La voce persa nello spazio sempre di più si allontana eco arrugginita di noi di croste di nulla di parole sopraff…
il tuo sguardo non trova parole rinchiuse nel blu che è voragine e baratro e pericolo d'approdo la lingua
non il cuore vuoto di sangue e d'altre sponde sulle labbra mortali dell'ignoto sulle braccia legate con bianchi anelli d…
il tuo sorriso un culmine di cielo acido di gioia e speranza corallo e coraggio agghiacciante semplice il blu che t'acce…
come la luce la notte si dipana ancorata all'aurora le stelle sussurrano con semplicità nel ghigno d'un mattino c…
Son nato dalle stanze morte conchiglie esauste edifici spopolati gomitoli di ali e spavento perché volare
Non sono solo due parole e via sono doni e maledizione e innocenza e astrazione e vita e stupore e farfalla che vive
Ho paura del vuoto del silenzio delle parole calpestii molesti e aurore boreali rimbombano e rotolano grevi melodie di c…
Finestre di luci annerite che cercano il cielo assopite scolpite nel fondo del mondo ti lanci mantello alla
Coriandolo di fuoco e vento farfalla di vetro che dimentica le ali o le chiude per morire una luce opprime quando
E' spietato l'io che si nasconde dietro l'io un gioco freddo appassito rosicchiato biascicato E' ombra
Sul tavolo ieri è un alleato della guerra è compagno macera ogni pensiero calpesta sporca e sovrasta luce
Dio è nido nella notte è nitido e corposo silenzio dentro lo sento abitarmi come un cuore senza sangue un
Non viene in pace no, non viene in pace il tremore della sabbia e dell'abbraccio congela il ricordo venditore
Il passo non è tanto breve dal futuro al passato t'affoga un addio crolla l'anima circospetta in un bianco
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