Ostiachi
Le geremiadi non muoveranno più le tue labbra e, il vecchio Autunno tornerà insieme al grande- fauci nell’antica
Le geremiadi non muoveranno più le tue labbra e, il vecchio Autunno tornerà insieme al grande- fauci nell’antica
Vorrei, un po' d'aiuto dalla luce di qualche stella per dedicarti una Festa, anche oggi un giorno qualunque se non mi
ho lavorato in compagnia della notte e il cuore affianco, dormiente inseparabile tuta blu o tutta la passione, per
suona, questo -piano- con un pizzico di ossessione e, non dormo nel silenzio crepuscolare, il motore vibra anodino come
E' un mistero quel vento che guida le vele sulla via del ritorno, ritornano alla memoria parole solo respirate, non
è in levare, il Tempo di questa melodia disegnata sulla tastiera bianca e nera del pianoforte vitae, mio batte
Anche stasera cerco di te nel mio ego rimestato e, ti penso nella mia mente la distanza in miglia non esiste cammino,
Zena vestìa de macàia e Sciòccu s'addèscia cui bèi du Portu e di peschuèi
come essenza di fragola, matura lasci in bocca, l'impudico aroma agrodolce degli apicali che non conoscono il Tempo non
Colombi maculano il prato ammantato da lacrime di plumbee nubi quasi fossero stille di fine cristallo intarsiano foglie
verso Est camminando sui primi raggi del sole il sentiero, che porta alla favola mai scritta ha il sapore di
Abito, ancora qui con la mia chitarra acustica altezzosa, a volte ma disegna, sulle volute della mia sigaretta arpeggi,
Quante parole mi sfuggono dalle mani, rapite dal vento degli eventi e quante volte, la Vita le ha cambiate sussurrando,
è notte quando il silenzio viene a farmi compagnia glissando su refoli fragranti di forno ancora caldo scorrono,
Spalle ricurve e rotear di frullana sotto il sole ineludibilmente il tempo, non si fermava un attimo lasciava, tracce di
Come preghiera mormorata a fil d'eloquio mistico l'incedere sherpa porta, il profumo di menta selvatica Tuo su per il
guardo il mistero del tuo sorriso, e dimmi, se è vero che la Luna sorge per tenermi compagnia con l'anelito,
Parole quasi fossero preci, senza edicola votiva si propagano paludati da refoli mistici fra colonne binate,
se non dormo si arrende anche la Luna
I'm a wolf... apart looking for sono un lupo e, cerco in ogni declivio Vitae l'odore di sandalo della mia Donna fra
Un tavolo, due bicchieri di birra rossa come i suoi riccioli indomiti una pizza al bacon, divisa in due per sentirsi sol…
quando la notte inizia a schiarirsi, dietro i monti grida di gabbiani tappezzano il mattino chiamano plumbee nubi celate…
Tracce d'ovatta, segnano la cerulea volta mattutina distraggono il mio pensarti e prima che sia preda di refoli
vorrei vagabondare per il Mondo con le note della tua voce nelle orecchie col cuore, vestito dalla seta della tua
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