Prosopopea/Arabeschi
Ai lunghi proclami preferisco gli accenni se per dir che mi ami ti ci voglion decenni. Ai lunghi romanzi preferisco
Ai lunghi proclami preferisco gli accenni se per dir che mi ami ti ci voglion decenni. Ai lunghi romanzi preferisco
Scrivo per sorprendere e sorprendermi appagare e appagarmi specchiandomi narciso nelle acque limpide di questo
Non temo non tramo, non freno ma fremo. Come foglie di timo e d’ulivo sulle stesso
Sei apparsa distante una su tutte unica fra tante eterea, trasparente circondata appena da un alone
Non mi piace rigar dritto dare al futuro il diritto d'abuso pagar ogni mese le rate e l'affitto nelle mani sporche di
Siediti. Ti aspettavo. Nell’attesa pensavo. Pensavo a rigogliosi giardini abbandonati e sfioriti. Pensavo a teneri
In blocchi di marmo vivete vi dimenate amate tradite traformandovi in statue senza vita da mani ignote scolpite. La
Vorresti attraversare la strada impugnare la spada affrontarlo sicura sbatterlo al muro vederlo morire una volta
Sei bella come notte senza luna alba d’autunno tra la nebbia e la bruma neve che imbianca pioggia d’agosto che
Non sono poeta pallida Musa fine esteta potere di cui spesso si abusa. Non sono faro abbaglio od errore calice
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